È probabile che nel corso della vostra vita vi siate imbattuti in libri, videogiochi, film o serie tv sui vampiri: Dracula di Bram Stocker, Carmilla, Castlevania, Intervista col vampiro, L’Impero del vampiro, Twilight, V Wars, Dracula Untold, Il Manoscritto delle Streghe… Qualunque prodotto abbiate in mente sull’argomento “succhiasangue” state pur certi che difficilmente potrà essere peggiore di questo film co-prodotto da Sony e Marvel e diretto da Daniel Espinosa. 

Dopo numerosi rinvii dovuti alla pandemia, Morbius è uscito nelle sale cinematografiche del nostro paese il 31 marzo 2022, e negli USA il 1 aprile 2022, ma non c’è stato proprio niente da ridere: il film risulta essere un flop, con un voto medio di 3,5/10 sui siti di aggregatori di recensioni. Alcuni pensano che sia dovuto alla mancanza di umorismo, battute e comic relief in salsa Marvel e alle atmosfere troppo cupe, ma vi assicuro che non è così. Andiamo con ordine, esaminando a fondo trama e personaggi.

Il protagonista della nostra “storia” (le virgolette non sono messe lì a caso, poi capirete) è Michael Morbius, un orfano affetto da una rara e incurabile malattia del sangue a causa della quale è invalido; nell’ospedale privato in Grecia in cui è ricoverato un giorno arriva un ragazzino suo coetaneo che ha la sua stessa malattia, Lucien, che Michael ribattezza subito “Milo“, perché a quanto pare era il nome del suo primo vicino di letto che poi è morto e da allora chiama così tutti i ragazzini che hanno occupato il letto che ora occupa Lucien. Nemmeno il tempo di presentarsi e fare conoscenza che la macchina che garantisce la sopravvivenza del bambino incappa in un malfunzionamento. Per salvare il nuovo amico Michael usa la molla di una penna per ripararla. Il dottore che dirige la struttura (interpretato da Jared Harris), impressionato dal suo ingegno, decide di mandarlo in una scuola per giovani geni negli Stati Uniti, dove potrà anche ricevere cure migliori, con la promessa di prendersi cura di Milo. Secondo il montaggio approssimativo l’incontro, il consolidamento dell’amicizia, la promessa all’amico di trovare una cura per loro e la partenza di Michael avvengono nel giro di poche ore. Bene ma non benissimo.

Gli anni passano, Michael (interpretato da Jared Letho) ha studiato in tempi record e ad appena trentacinque anni ha vinto il premio Nobel per la Medicina grazie all’invenzione del sangue artificiale, che ha salvato centinaia di migliaia di vite. Qualcosa di straordinario, che ad esempio in tempo di guerra, in paesi poveri e in generale in situazioni di emergenza può tornare molto utile trattandosi di “sangue universale”, per cui non è necessario cercare donatori compatibili. Se esistesse davvero sarebbe rivoluzionario! Tuttavia dall’alto della sua arroganza si rifiuta di ritirare il prestigioso premio, perché (parole sue!) “non può accettare un premio per il sottoprodotto di un esperimento fallito”. Michael è infatti alla ricerca di una cura efficace per la sua condizione finanziato proprio dal suo vecchio amico Lucien alias Milo (interpretato da Matt Smith) che a quanto pare è milionario. Ok. Gli esperimenti di Morbius vengono condotti sia all’ospedale in cui lavora sia clandestinamente su una nave cargo al largo delle coste di Long Island. L’intento è quello di unire il DNA umano con quello dei pipistrelli vampiro che vivono in Amazzonia e che si nutrono esclusivamente di sangue. Sono in grado di farlo perché producono una saliva particolare, ricca di anticoagulanti, quindi secondo la teoria del nostro caro dottore unire i geni umani e quelli del pipistrello in questione dovrebbe far sì che avvenga la produzione di anticoagulanti e di conseguenza la completa guarigione. Dopo diversi fallimenti infine Michael riesce a raggiungere un risultato incoraggiante e decide di sperimentare la cura su se stesso, ma le cose non andranno affatto come sperato. Infatti si trasforma in una creatura simile ad un vampiro, che potrebbe (e forse vorrebbe) ricordare molto vagamente il Vlad Dracula Tepes di Castlevania, ma con una CGI orrenda e vecchia di almeno dodici anni. In preda ad una feroce sete di sangue, Morbius massacra e prosciuga l’intero equipaggio della nave (senza spargere una sola goccia di sangue in giro, pulitissimo!), composto da mercenari e dall’assistente di Morbius, Martine Bancroft, che nel trambusto sbatte la testa ed entra in coma. Una volta tornato in sé il dottore, inorridito da quello che ha fatto, constata di aver effettivamente bevuto sangue perché si passa un dito sul labbro, macchiandoselo appena. Prima di lanciarsi fuoribordo si assicura che Martine sia stabile, cancella i filmati di video sorveglianza, lancia un allarme via radio e si getta fuoribordo.

Ritornato al suo laboratorio, Morbius analizza i suoi nuovi poteri, scoprendo di doversi nutrire di sangue ogni sei ore per sopravvivere, che i pipistrelli lo riconoscono come uno di loro e che ora ha una forza sovrumana e una capacità di ecolocalizzazione, resa in modo davvero strano: il rumore viene a quanto pare reso visivamente con strani strascichi simili a fumo colorato attorno all’oggetto o al soggetto che produce un suono. Altrove, gli agenti dell’FBI Simon Stroud (interpretato da Tyrese Gibson, il Roman di Fast & Furious) e Al Rodriguez indagano sulle vittime di Morbius a bordo della nave. Milo arriva al laboratorio e scopre Morbius guarito dalla sua malattia, ma che tenta disperatamente di saziarsi col sangue artificiale per non fare del male a nessuno e mantenersi in forze, ma va via indignato quando Morbius si rifiuta giustamente di dargli la cura per non costringerlo al suo stesso fato. Più tardi, Morbius scopre che un’infermiera del suo ospedale è stata prosciugata del suo sangue e uccisa. Credendosi responsabile, tenta di fuggire dall’ospedale prima di permettere a Stroud e Rodriguez, che avevano dedotto il suo coinvolgimento nelle uccisioni dalla presenza sulla nave di Martine, risvegliatasi dal coma, di arrestarlo. Tuttavia i due agenti lo intercettano e nonostante i suoi mirabolanti poteri da vampiro-atleta olimpionico che gli permettono di scappare compiendo un balzo di decine di metri attraverso la tromba di una interminabile scalinata verso la sommità dell’edificio, le correnti d’aria sono troppo per lui e inspiegabilmente il caro vecchio Roman lo raggiunge nel giro di un minuto scarso. Siamo sicuri che non abbia un qualche tipo di superpotere? Che abbia preso lezioni da Makkari degli Eterni? Mah, fatto sta che Michael viene arrestato e la sua crisi di astinenza peggiora, visto che si rende conto che il tempo di autonomia è calato a quattro ore e ventidue minuti. Dopo un patetico interrogatorio in cui: il compare di Rom-… cioè dell’agente Stroud si porta nella stanza una boccetta di acqua santa; i due compari poi minimizzano la morte di tutti i mercenari perché infondo erano brutti e cattivi che avevano sicuramente fatto qualcosa di illegale e dunque averli fuori dai giochi va bene, però avere ammazzato una madre di due figlie no, non si fa, cattivo ragazzo! Milo va a trovare Michael fingendosi il suo avvocato, lo tranquillizza sul fatto che riuscirà a tirarlo fuori da lì e gli passa una sacca di sangue sintetico. Quando se ne va Michael nota che l’amico ha lasciato lì il suo bastone e da questo deduce che Milo deve avere rubato la cura dal laboratorio. Furioso beve e si trasforma per l’ennesima volta nel vampiro brutto brutto, spacca il muro della cella e fugge per raggiungere Milo. Ammettendo di aver ucciso l’infermiera, Milo chiede a Morbius di unirsi a lui nell’abbracciare la loro nuova natura e vivere come vampiri, prima di uccidere un gruppo di agenti di polizia che tentano di arrestare Morbius, il quale fugge nella metro. E con “nella metro” non intendo dire che prende il mezzo, nossignore, fugge nei tunnel della metro, visto che ora ha magicamente capito come usare le correnti ascensionali per volare, suppongo.

Il giorno successivo, Morbius incontra Martine (tornata come nuova ma sorvegliata e pedinata con scarso successo dall’agente Rodriguez) raccontandole del coinvolgimento di Milo e chiedendole di stare lontano da lui. Dopo due chiacchiere al bar col suo interesse amoroso Morbius in una scena tra l’involontariamente comico e il cringe requisisce da alcuni falsari un nuovo laboratorio su cui lavorare, sviluppando un composto a base di ferro per uccidere Milo e poi se stesso. Va senza meno citata la scena in cui Lucien/Milo si dà alla pazza gioia in camera sua, ballando, vestendosi, pettinandosi e trasformandosi anche lui in un vampiro orrido sulle note di EKSE di Off the Meds, il cuiritornello suona molto come “have sex, have sex!”e che rende il tutto simile ad una pubblicità di profumi da uomo. Giuro che mi aspettavo di sentire la classica voce fuoricampo dire qualcosa come “Seduction, the new eau de perfume by Paco Rabanne” o qualcosa di simile. Altrove, Stroud e Rodriguez trovano il filmato di uno degli attacchi di Milo a dei clienti di un bar, riconoscendolo come qualcuno diverso da Morbius. Sebbene praticamente irriconoscibile, Milo viene riconosciuto da Nicholas, che va nel suo appartamento e lo supplica di fermarsi. Affrontandolo per aver sempre trattato Morbius come il figlio prediletto (in base a cosa non si sa, visto che Nicholas si è sempre preso cura di lui come un padre e non solo come medico e che non ha mai fatto trasparire qualsivoglia tipo di preferenza) Milo ferisce a morte Nicholas e gli ordina di chiamare Morbius. Mentre Morbius risponde alla telefonata di Nicholas e va al suo fianco vedendolo morire (ma senza mostrare effettivamente chissà quale emozione nonostante sia stato una figura molto importante nella sua vita), Milo raggiunge Martine, ormai in intimità con Michael e con cui poche scene prima aveva scambiato uno dei baci più insulsi e scialbi che abbia mai visto su schermo, carta, celluloide e qualsiasi altro tipo di supporto, e la ferisce mortalmente. Avvertendo i suoi ultimi momenti di vita, Morbius vola attraverso la città e tiene tra le braccia la sua donna, che prima di spirare assaggia qualche goccia del sangue di Michael (che non si capisce bene come mai sia finito nella sua bocca, se sia stato lui a ferirsi baciandola o se lei lo abbia mordicchiato senza rendersene conto) con un’espressione e un movimento di lingua da pornostar per poi morire definitivamente.  Una volta nutritosi del sangue di lei per potenziarsi Michael affronta il suo rivale nelle fogne, evocando e scagliando contro Milo un esercito di pipistrelli, i quali lo tengono immobile abbastanza a lungo da permettergli di usare il composto su di lui, ponendo fine alla sua sete di sangue e alla sua vita. In lutto per Milo e Martine, Morbius prende il volo con lo sciame di pipistrelli, rivelandosi al mondo e abbracciando a quanto sembra la sua natura di vampiro. E il discorso del suicidarsi per non diffondere ulteriormente il vampirismo? Tutte parole al vento, a quanto sembra. Nel mentre, Martine ritorna in vita con gli stessi poteri di Morbius e il film finisce. AH no, dimenticavo che questo è pur sempre un film Marvel, anche se non fa parte dell’MCU, quindi ci sono ben due scene post credit, anch’esse brutte, ça va sans dire.

Ecco la prima: altrove, su tutta New York, si apre uno squarcio violaceo nel cielo, una barriera universale che si apre nello stesso momento temporale in cui, nel film Spider-Man: No Way Home, l’incantesimo del Dottor Strange per far dimenticare a tutti la vera identità di Peter Parker, perde il controllo a causa del Goblin con la sua bomba zucca. In quel momento esatto, in tutti gli universi lo squarcio universale si apre e Adrian Toomes (sempre interpretato da Michael Keaton)si ritrova trasportato nell’universo di Morbius da un incantesimo. Anzi, si ritrova in prigione, e semplicemente le autorità lo rilasciano, pur non sapendo chi diavolo sia o come abbia fatto a finire là. Toomes poi sembra solo divertito dalla faccenda, non prova preoccupazione, visto che si trova in un’altra dimensione, lontano da casa e dai pochi affetti che gli sono rimasti. Contento lui… La seconda è addirittura peggiore: qualche tempo dopo, Toomes aka l’Avvoltoio convoca Morbius presentandosi a lui col suo costume (che non si sa come se lo sia procurato, visto che lì non ha a disposizione la tecnologia dei Chitauri) e gli propone di lavorare assieme, sapendo che è Spider-Man la causa della sua presenza in quell’universo. Ma Toomes alla fine di Homecoming non aveva comunque riconosciuto che Peter era in gamba e che infondo era lui ad essere in torto? Forse ricordo male io. Ma la cosa più agghiacciante è che Morbius sembra per qualche assurdo motivo intrigato dalla proposta. Perché? Michael Morbius non solo non sembra essere intrinsecamente malvagio ed edonista, ma non ha alcun motivo per avercela con Spider Man, che cosa ne ricaverebbe? Mistero.

In breve, Morbius è un disastro praticamente su tutti i fronti. Montaggio? Approssimativo. Personaggi? Piatti e per lo più incoerenti. Trama? Inconcludente. Effetti visivi? Vetusti oltre ogni dire. Villain? Improvvisato e non così convincente. Protagonista? Scialbo. Il film traballa pericolosamente, non avendo alcuna base solida su cui poggiarsi. Il dottor Michael Morbius non sembra essere delineato, manca di background, di carisma e di tutti quegli elementi fondamentali che rendono un protagonista un protagonista; Milo è bipolare: diventa cattivo dall’oggi al domani, solo per aver ricevuto un “no” come risposta e infondo sembra provare gelosia per Michael, anche se questa informazione spunta fuori dal nulla e ci viene data negli ultimi minuti di film; i due agenti dell’FBI sono piuttosto due macchiette, stereotipi che camminano; Martine è l’interesse amoroso di Morbius e la sua “spalla”, non molto più di questo. Il dottor Nicholas compare in poche scene, il suo screentime è talmente modesto da poter solo dire che è positivo. Insomma, i personaggi hanno lo spessore di un foglio di carta velina. La storia sembra non portare da nessuna parte, dato che l’obiettivo di Morbius, ovvero trovare unacura per la propria condizione, viene raggiunto in poco tempo e di conseguenza viene fissato un nuovo traguardo, ovvero risolvere il problema del vampirismo, il bisogno impellente di nutrirsi di sangue, poi cambia ancora e il suo nuovo piano diventa fermare Milo vampirizzato e porre fine anche alla propria vita, suicidandosi. Alla fine della storia Morbius ha perso tutto: la reputazione, la figura paterna, l’amore dell’ultima settimana (perché a quanto pare il tutto si svolge nel giro di sette giorni o poco più), l’amico di una vita… e rischia di perdere la sua umanità, se continuerà a nutrirsi di sangue umano, eppure il dottore vampiro non sembra turbato da nulla di tutto ciò e semplicemente vola via sopra i grattacieli di New York, in cerca di nuove mirabolanti avventure (?). Michael Morbius poteva (anzi, doveva) quindi essere un eroe tragico o un antieroe, invece fallisce miseramente, visto che non mostra mai appieno quale sia la propria personalità. Poi oltre al danno la beffa: molte scene e dettagli presenti nel trailer del film non compaiono affatto nel prodotto finito, cosa che ha stranito molti di coloro che hanno visto il film (e mi annovero tra questi). Si deduce dunque dalle incongruenze dei comportamenti dei personaggi che sia stato fatto un pesante e maldestro lavoro di taglio e cucito al montaggio che ha ulteriormente contribuito al fallimento della pellicola. Le uniche due scene che a mio parere meritano di essere salvate sono quella in cui il dottor Morbius interagisce con una sua piccola paziente e la sequenza in cui Michael va a trovare Milo dopo tanto tempo e semplicemente parlano da vecchi amici molto intimi. Va spezzata una lancia in favore del film: il cast annovera più di un volto noto e gli attori hanno fatto un buon lavoro con il materiale che è stato dato loro. Letho si è particolarmente calato nella parte, arrivando a usare le stampelle anche al di fuori del set per rendere più credibile la performance ( anche se ciò si è rivelato una lama a doppio taglio, visto che operazioni semplici come andare in bagno rallentavano le riprese).

Riassumendo, Morbius risulta essere un film vuoto, con poco da dire e quel poco che dice lo dice anche male, una delusione per i fan dei fumetti Marvel, ma anche per i profani, una delusione per gli amanti dei vampiri, perché di sangue ce ne sono appena poche gocce e le problematiche legate a tale condizione vengono trattate superficialmente. È anche una delusione per coloro che vogliono vedere un po’ di azione, perché è poca, di breve durata e confusionaria. La trama è di scarsa consistenza e concentrata in meno di un’ora e quarantacinque minuti (compresi titoli di coda e scene post credit), non abbastanza per sviluppare storia e personaggi come si deve. La CGI poi non è minimamente all’altezza, né della data d’uscita in sala, né della casa di produzione, né della tipologia di film. Poca sostanza e nemmeno troppo buona, davvero un peccato. Morbius meriterebbe davvero di essere sotterrato sotto metri di terra, con un paletto di frassino conficcato nel cuore, circondato da monete d’argento, tanto aglio e croci.

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